Vanità delle vanità: tutto è vanità

-PREAMBOLO FILOSOFICO-TEOLOGICO-
“Vanità delle vanità: tutto è vanità.
(…)
Una generazione se ne va e un’altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa.
(…)

Tutte le parole si esauriscono
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né l’orecchio è mai sazio di udire.
Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole. ”

L’uomo ha sempre subito crisi esistenziali causate da profonde incertezze sul significato della
vita, cercando di contrastarle attraverso la filosofia e la teologia affinché permettessero una
degna visione dell’essenza della vita contestualizzata nella Natura ed ai cicli sulla Terra,
ragionando sulla nascita e la morte, accettandone l’inizio e la fine, considerando che tutto
finisce per poi ricominciare. Sono trascorsi quasi duemilatrecento anni da quando Qoélet, figlio
di Davide, re di Gerusalemme scrisse i versi sopra riportati: “L’azione dell’uomo rimane
dell’uomo; non ha il potere di cambiare la terra. Sulle opere dell’uomo regnano sovrane le
leggi del creato. Le opere dell’uomo non rompono tali leggi; esse stesse sono rette dalle leggi
del creato.”

Qoèlet imprime l’importanza della saggezza nel corso della vita sino alla
vecchiaia, ottenuta solo per mezzo dell’Amore e di Dio, a cui un giorno ritornerà la propria
anima. Noi tutti dunque siamo chiamati, prima o poi, ad identificarci in tale esistenza nel nostro
contesto sociale, cercando di realizzarci attraverso la cultura, il ruolo nel sistema socio-
economico e nelle relazioni con gli altri. Prima di tutto occorre saper essere Umani, coltivando
la sensibilità e l’amore per noi e per il prossimo, in quanto l’amore è l’unico vero motore in
grado di generare l’evolversi della nostra consapevolezza. Tuttavia questo percorso è ricco di
insidie, imprevisti ed ostacoli che provvedono a limitare l’evoluzione della coscienza,
determinando spesso dei disagi psichici oppure veri e propri schemi mentali indotti dal sistema
che non agevola la crescita interiore, ma piuttosto favorisce una linearità popolare creando
barriere mentali. Il neoliberismo assieme al capitalismo hanno decretato l’attuale situazione in
cui molte persone vengono inghiottite, vogliano o no, dal sistema socio-economico che
prevede un consumismo vuoto e fine a se stesso in cui l’individuo non esprime al meglio ciò
che è ma ciò che possiede. La carenza della riflessione è ormai diffusa, e le menti assorbono
inesorabilmente gli effetti, qual la difficoltà a gestire i problemi o situazioni con conseguenti
disturbi alimentari e problemi psichici.

Come tutte le famiglie, anche la mia ha lottato contro grandi ostacoli e, nello specifico,
contro una patologia che colpì mio padre, diagnosticata l’anno della mia nascita.
Tuttavia l’amore fortunatamente era solido ed, oltre a quello, mi è
stata trasmessa la sensibilità come importante fattore coesistente all’amore stesso.
Personalmente non ho mai usufruito di psicoterapeuti o psicologi, anzi sin da subito ho
manifestato una maturità più sviluppata rispetto all’età, svolgendo con successo attività sportive e scolastiche.
I miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla nonostante la progressione della malattia di mio padre.
Risulta rilevante l’importanza di saper individuare le dinamiche che causano l’insorgenza delle sofferenze,
che devono essere accettate e metabolizzate senza timore e senza risparmiarsi nell’amarezza o nel sacrificio.
La maggiore difficoltà emerge dalle innumerevoli variabili che l’adolescenza include col passare degli anni.
Paradossalmente, la condizione di mio padre ha amplificato in me la forza di risolvere i
problemi e gestire gli impegni con serenità, avendo addirittura energia e volontà di aiutare
altre persone in difficoltà, nutrendo l’altruismo.

Queste fondamenta, oggi, sono le basi con cui svolgo la mia professione di Personal Trainer
e preparatore atletico di cui la National Strenght Conditioning Association ( NSCA ) ne definisce il ruolo così:
“L’ambito della pratica per la professione del Personal Trainer (P.T.) qualificando il P.T.
come professionista della salute e dell’efficienza fisica che usa un approccio personalizzato
per valutare, motivare, istruire ed addestrare i clienti riguardo alle necessità della salute
e dell’efficienza fisica; definendo programmi di attività fisica sicuri ed efficaci e fornendo
una guida per aiutare i clienti a raggiungere i loro obiettivi personali.
Inoltre risponde in modo adeguato alle situazioni di emergenza.
Riconoscendo il settore di competenza, il PT invia i clienti ad altri operatori sanitari quando è appropriato.”

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